Gli immobili del Pio Albergo Trivulzio in svendita!
Intervento del Consigliere Raffaele Grassi
Vendita all’asta di immobili di pregio di proprietà del Pio Albergo Trivulzio e Istituto Martinitt e Stelline.
Nel mese di luglio sono stati messi all’asta due gioielli del patrimonio immobiliare di proprietà dell’ASP IMMeS e PAT, cioè Pio Albergo Trivulzio. Immobili vincolati dai beni culturali, il primo sito in Piazza Santo Stefano 12, il secondo è un fabbricato sito in Vicolo Santa Caterina 3/5, inutile segnalarvi che si tratta di due immobili in pieno Centro di Milano.
Nell’immobile di Piazza Santo Stefano ci sono gli uffici dell’Associazione degli ex Martinitt, quello invece sito in Vicolo Santa Caterina è parte integrante del Mausoleo Trivulziano. Il compratore ha vinto l’asta offrendo 11,6 milioni di euro, a fronte di una base d’asta iniziale di 10 milioni e mezzo di euro. Il 14 luglio scorso il compratore faceva pervenire alla Direzione Gestione Patrimonio da Reddito, un’offerta di acquisto a corpo unico ed in un unico lotto. La volontà di alienare i suddetti immobili era stata espressa dall’ASP, attraverso una delibera consiliare del 30 giugno 2010.
Combinazione, il 14 luglio quando perviene questa offerta, l’Ente predispone un’offerta pubblica, un avviso di vendita mediante procedura negoziata; sarà anche un caso, ma questi sono i fatti e questo è successo. Al di là delle comprensibili necessità economiche dell’ente venditore, il Direttore Generale dell’azienda ci fa sapere (queste sono le sue parole all’indomani della pubblicazione della notizia su un quotidiano): “Siamo impegnati in grandi opere di ristrutturazione per un totale di 40 milioni di euro, e abbiamo bisogno di mettere a bilancio entro l’anno i nuovi ricavi. Se si considera che bisogna aspettare 60 giorni perché il Ministero eserciti il diritto alla prelazione, se avessimo aspettato ancora, avremmo rischiato di non fare in tempo a mettere la vendita in bilancio”.
È evidente che qualcosa stride nella dinamica delle cose, perché, in soli diciannove giorni, dal 30 di giugno al 14 di luglio, si predispone il bando, e il giorno in cui perviene l’offerta di acquisto, viene pubblicato l’avviso di vendita. La comprensibilità viene un po’ meno quando si pensa a dismettere un patrimonio immobiliare prezioso come gli stabili in questione e non si individuano altre partite all’interno del patrimonio immobiliare dell’Ente.
Tutto questo, secondo noi di Italia dei Valori, avviene, probabilmente, non già per recuperare economie per il rinnovamento del patrimonio immobiliare, ma per utilizzare risorse fresche anche per coprire un deficit gestionale della spesa corrente. Il giudizio della recente vendita risulta, da parte nostra, negativo, perché rappresenta aspetti censurabili anche per le modalità e la tempistica con cui si sono realizzati. Un cittadino presenta un’offerta di acquisto e in pari data si esplicita l’avviso di vendita con tempi ristrettissimi, diciannove giorni come dicevo prima, per di più in un periodo feriale.
Riteniamo che probabilmente si è consumato, con queste operazioni, un danno economico a carico dell’Ente, perché di fatto è stata limitata la possibilità a chiunque di partecipare a questa gara di acquisto. Perché evidentemente solo diciannove giorni tra luglio e agosto, qualche difficoltà, chi era intenzionato a partecipare, l’avrà pure avuta! Proporrò un’interrogazione per conoscere se sono state esperite le formalità previste dalle leggi e norme in materia di asta pubblica. Chiederò altresì se il notaio che ha seguito l’aggiudicazione della vendita risulta essere un parente del Direttore del Dipartimento Tecnico e, lo stesso notaio, congiunto di un amministratore di A2A. Nel tempo in cui si discute di cognati, parenti ed altro, appaiono veramente inaccettabili atteggiamenti vicini al nepotismo ed amicali, oltre che di vicinanza politica. Mi chiedo se è mai possibile che l’Istituto ASP non fosse in grado di nominare un notaio senza questi specifici requisiti, io dico, anche particolarmente negativi”.
• L’intervento è disponibile qui in formato pdf.
- L’interrogazione può essere scaricata qui, sempre in formato pdf.
