Piano di Governo del Territorio di Milano

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SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 13 LUGLIO 2010


ADOTTATO IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO DI MILANO

NO al PGT, perché:

    DICHIARAZIONE DI VOTO


    Sono passati sette mesi da quel 15 Dicembre, ora siamo al 14 Luglio, giorno in cui è stato presentato in Aula il PGT, per la discussione del Piano di Governo del Territorio di Milano è stato assolutamente preminente impostare il discorso sulla imprescindibile importanza della qualità della vita dei milanesi.

    Il Piano di Governo del Territorio di Milano, si dovrebbe basare su una serie di analisi e riflessioni sulla storia e le criticità della Città, a mio avviso non sono state affrontate però con la necessaria serenità e prima di condizionamenti, dei poteri forti di questa Città.

    Il confronto duro, serio, non ideologico portato avanti dall’Opposizione, ha permesso di modificare purtroppo solo parzialmente, attraverso la predisposizione di emendamenti il Piano di Governo del Territorio che vi accingete ad adottare, di fatto con l’approvazione di alcuni emendamenti concordati troviamo
    sì una minore cementificazione, sì l’obbligatorietà nella realizzazione di Housing Sociale, ritroviamo sì una maggiore riserva di polmone verde, sì il rafforzamento del vincolo per le Ferrovie dello Stato e di investimento dei proventi derivanti dagli scali verso le infrastrutture del trasporto pubblico, ma ancora tutto questo non risponde alle richieste che la Città reclama.

    Altre questioni non le avete volutamente trattare, un punto centrale ad esempio è l’area Expo, in questa prospettiva sono convinto che si debba rappresentare alla cittadinanza, la destinazione dell’Area Expo quanto prima, definendo in questa fase quali scelte dopo il 2015 la riguardino.

    Continuo a ritenere un’occasione storica per ridisegnare la città e l’area metropolitana, quella che Milano si è guadagnata con l’Expo, ma finora non si è andati oltre le dichiarazioni di principio, infatti ancora oggi non riuscite a garantire in che modo verrà messa a disposizione della società Expo l’area su cui realizzare il sito espositivo.

    L’ipotesi del tunnel viene solamente accantonato e rinviato al Piano della Mobilità, ma se siamo seri può un P.G.T. astrarre nelle sue previsioni da un’infrastruttura di quel genere, che ci sia o meno non è indifferente, cambierà gli scenari insediati della nostra Città, l’autostrada urbana non è conciliabile in nessun modo con il nostro sviluppo storico urbanistico, irrealizzabile se non a costi altissimi e con tutti gli svincoli cittadini previsti, porteranno più traffico in Città.

    Bisogna viceversa attivarsi per rafforzare il sistema del trasporto pubblico locale con infrastrutture sul ferro, la nuova linea circle line, questa opera appartiene di diritto al potenziamento, alla riqualificazione del sistema ferroviario milanese e dovrà essere realizzata vincolando le Ferrovie dello Stato alla completa destinazione delle risorse derivanti dalla valorizzazione degli scali ferroviari.

    L’Housing Sociale è la vera novità del Piano di Governo del Territorio, anche se fortemente insufficiente rispetto alle reali esigenze dei cittadini milanesi, occorrono finanziamenti per il suo sviluppo e sostegno, c’è un’attenzione del Piano dei Servizi al tema casa, anche dal punto di vista del mix sociale, però si regge sulla possibilità del privato di investimenti immobiliari, un dazio ai processi di densificazione.

    Per le aree del Parco Sud acquisite mediante la perequazione urbanistica, l’Amministrazione Comunale individui uno strumento per garantire e consolidare nel tempo la vocazione e l’uso agricolo di tali aree, ad esempio la stipula di un contratto tipo di durata ventennale con i conduttori agricoli.

    Nei prossimi mesi si dovranno risolvere alcune ambiguità presenti nel P.G.T. alcune di queste sono le modalità di applicazione e gestione della perequazione, l’individuazione del soggetto pubblico per la gestione dei diritti volumetrici.

    Uno dei problemi individuati dal P.G.T. è quello di superare anche la Città radiale centro periferia attraverso la preposizione di un modello con più centro urbani reticolari basato anche su un nuovo modello di mobilità, attualmente la periferia della Città brilla per mancanza di identità e di servizi e c’è una sensazione di astrattezza teorica in questo P.G.T. di Milano, in cui appaiono riflessioni di fondo e qualche positivo intendimento, ma poco si riesce a cogliere quanto a sensazione di concretezza, si ha come la sensazione che il P.G.T. sia uno strumento obbligatorio e si faccia perché bisogna farlo, ma non se ne capisce l’utilità effettiva, troppe cose sono rinviate al dopo, alle fasi attuative.

    E ancora quando si parla di specificità e di entità dei Quartieri di Milano, ma di cosa parliamo, le uniche identità vere, quelle che stratificano culture e modelli insediativi, identitari, sono quelle dei pezzi di Città storica, quei pezzi di Città cresciuta lentamente, meditata, che ha avuto il tempo di sedimentare e il tempo è un elemento significativo.

    Vi sono anche alcuni spunti in questo P.G.T. che meritano una qualche considerazione interessante, la strutturazione dei NIL, ma quali risposte concrete dà il P.G.T. ai problemi che emergono dai Quartieri, oltre che ascoltare ogni sei mesi le risposte concrete, che risposte si danno?

    Chiediamoci allora a che serve, a chi serve il P.G.T., cosa cambia per la qualità della vita dei milanesi con questo strumento.

    La densificazione e i nuovi volumi paiono concepiti come uno strumento per fare soldi, cassa, risorse per finanziare i servizi, ma questo genera altra domanda di servizi, la densificazione non può essere aggiuntiva, ma sostitutiva, i grattacieli hanno senso se incrementano gli spazi verdi, non se vanno ad occupare tutti gli spazi oggi liberi e trasformandoli per metà a verde e metà in edilizia densa.

    Non c’è un disegno strategico e metropolitano in questo P.G.T.

    Sul tema energetico ho trovato timidi cenni nella relazione di piano.

    Per tutti questi motivi il P.G.T. che vi accingete ad adottare non riceverà il mio voto favorevole.

    Credo invece che debba essere necessariamente modificato e sono convinto che le osservazioni al testo che verranno presentate dalla società civile, associazioni, cittadini e comitati, ci permetterà di affrontare serenamente un dibattito questo inverno in sede di approvazione del P.G.T. che illumini le trasformazioni territoriali nei prossimi anni”.

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    Dibattito in aula 16 Febbraio 2009


    "Sistema Aeroportuale Lombardo"


    Il consigliere Grassi così interviene:


    “GIU’ LE MANI DA LINATE”


    Signor Presidente, signor Sindaco, cari colleghi, la situazione del sistema aeroportuale lombardo non si può certo definire del tutto ancora pacificata, e tanto meno il suo futuro può dirsi ancora del tutto delineato, giacché su di esso incombe minacciosa, come ci ha anche ricordato poc’anzi, nella relazione il signor Sindaco, la costrizione di avere Malpensa hub internazionale solo in cambio di un declassamento di Linate ridotto alla navetta Milano–Roma. Questa strategia l’abbiamo sentita commentare da più parti ed evidentemente è perdente per la nostra città, considerato che con l’entrata in funzione dell’alta velocità è quasi scontato che una quota importante di passeggeri, per raggiungere la capitale, si affiderà al servizio ferroviario, come la stessa CAI ci segnala. Quindi bisogna essere cauti nel prospettare il ridimensionamento di Linate, poiché il rischio che nello scalo cittadino non rimangano nemmeno quei 2 milioni di passeggeri che oggi fanno la spola con la capitale è assai concreto. Lo sviluppo di Linate e Malpensa è strettamente legato alla liberalizzazione degli slot ed alla rinegoziazione degli accordi bilaterali tra il Governo italiano e gli altri Paesi sia su Linate che su Malpensa. I nostri bacini di traffico riferiti al sistema aeroportuale lombardo sono ricchi, magari oggi un po’ meno, però vengono rappresentati depressi solo per sostenere CAI attraverso un regime di monopolio. CAI oggi offre un volo Milano-Roma al costo di 326,71 euro. La provocazione del Consigliere… del collega Rizzo è nei fatti, è evidente che con 326,71 euro forse scelgo qualche altro vettore, basta sfogliare le pagine su internet delle proposte di Alitalia. I passeggeri degli aeroporti lombardi sono più che raddoppiati nel decennio ’97-2007, passando da quasi 18 milioni a 39, suddivisi in oltre 23 a Malpensa, 10 circa a Linate, 5 a Bergamo e qualche centinaio di migliaia su Brescia, come ci ricordava il Sindaco, il sistema aeroportuale lombardo è composto da quattro aeroporti. Il Comune di Milano, signor Sindaco, deve criticare e contrastare questo monopolio, altro che ‘comodità dei cittadini milanesi,’ come dice il Presidente Colaninno. Linate ha gestito nel 2007 9.250.000 passeggeri, la sua ricettività, anche per il futuro, non mette in discussione lo sviluppo di Malpensa, che non deve essere messo in concorrenza con Linate. A me pare ovvio però che il destino di un aeroporto non può sottostare alle logiche ed alle esigenze di una sola compagnia, correndo il rischio, di fatto, di porsi al di fuori della rete infrastrutturale del Paese. Affinché gli aeroporti lombardi facciano sistema occorre che operino nel segno della reciprocità e della complementarietà. Tutto ciò significa che il piccolo serve da serbatoio al grande, a Linate bisogna mantenere tutte le tratte intra day, sia italiane sia europee. Spostare il traffico da Linate a Malpensa, lasciando sul nostro city airport solo la tratta Linate-Fiumicino significa violentare il diritto di spostamento dei cittadini, creare una forte depressione occupazionale ed economica per la città di Milano e per tutto l’hinterland milanese. Si tratta di una violenza inaudita e di una vera e propria estorsione manageriale, quella di dire: o accetti queste condizioni o altrimenti niente. Oltretutto ci sono economie generate anche dalle piccole e medie imprese, che lei, signor Sindaco, ha citato nella sua relazione, che nell’area intorno all’aeroporto della città metropolitana vedono favorevolmente l’attività del city airport e che permette una maggiore movimentazione di persone di merci. Sulla base di questi dati dobbiamo convenire che non è il traffico passeggeri e merci che manca sui nostri aeroporti, ma è CAI che non ha abbastanza aerei per poter alimentare i nostri scali; è appoggiata dal Governo, almeno fino ad oggi, anche se qualcosa sta cambiando, impedisce la liberalizzazione degli slot e la rinegoziazione degli accordi bilaterali con gli altri Stati, sia su Linate che su Malpensa. Mi chiedo: dove sono finiti i Ministri lombardi? Debbo dire che questa richiesta della liberalizzazione degli slot è ormai anche datata. Il Presidente della SEA, Avvocato Bonomi, la reclamava in Commissione Trasporti circa un anno fa, forse di più, ma sicuramente almeno ad un anno da queste parti. Una città come Milano, comunque, che si appresta ad organizzare l’Expo, che non ha anche la movimentazione merci non è credibile. Da qui la necessità che il city airport di Milano non sia un aeroporto collegato solo con la città di Roma, dove la stessa CAI porterà il pubblico verso il resto del mondo, ma si attivi anche per gestire insieme a Malpensa la movimentazione cargo. Le grandi città europee, voglio ricordare, per chi è favorevole a chiudere l’aeroporto di Linate, sono dotate invece di più aeroporti: Londra ne ha cinque, Parigi quattro; tra qualche anno è presumibile che per Air France, appunto, diventi ancora maggiore l’interesse, al punto che la compagnia di bandiera francese assorba altre quote del pacchetto azionario di CAI diventando l’azionista di maggioranza con il rischio concreto che, ad esempio, Malpensa si trasformi in una dependance del Roissy di Parigi, così come anche lei ce l’ha accennato, signor Sindaco. Io non penso proprio che gli azionisti di CAI ci verranno a chiedere a noi se potranno vendere le loro quote azionarie. Tralasciando le implicazioni politiche, che comunque non intendo evitare, colpa di Prodi o colpa di Berlusconi, per meglio sottolineare gli aspetti socio-economici personalmente sono fra quelli che crede che il rilancio di Malpensa passi essenzialmente attraverso il completamento delle infrastrutture, che permettono l’accessibilità dell’aeroporto di utenze provenienti da bacini di traffico del Piemonte e dalla vicina Svizzera. I passeggeri della Lombardia, pur in presenza, in questi tempi, di una forte crisi economica, sono destinati ad aumentare, dai 39 milioni del 2007 a quasi 100 nel 2025, con un problema infrastrutturale da non sottovalutare, visto che la capacità massima attuale di Malpensa è di 30 milioni di passeggeri all’anno. E a proposito di collegamenti infrastrutturali: che fare, signor Sindaco, nel caso che Linate, nel progetto di realizzazione della nuova rete metropolitana, di recente approvazione? E’ necessario verificare il piano di sviluppo infrastrutturale del Comune di Milano circa il collegamento della metropolitana con Linate, perché non è affatto compatibile con il suo declassamento richiesto dalla CAI. A meno che non si voglia predisporre l’area con infrastrutture di trasporto per un grande progetto urbanistico, lungo l’Idroscalo o altro. Il Comune di Milano, per l’interesse dei suoi cittadini e dei lavoratori degli aeroporti, diretti e dell’indotto, deve rivendicare prioritariamente nei confronti del Governo la liberalizzazione degli slot e nuovi accordi bilaterali. Se non fa questo vuol dire che abdica al suo ruolo strategico per la crescita dell’economia della città e del territorio. Le infrastrutture aeroportuali sono infrastrutture pubbliche, patrimonio di tutti i cittadini, quindi il Comune di Milano deve mettere al primo posto gli utenti ai quali bisogna garantire servizi efficienti e competitivi, di qualità e di sicurezza nel contesto di un sistema di trasporto aereo concorrenziale. Ridurre Linate alla navetta Linate-Roma si va incontro anche alle posizioni contrarie dell’Unione Europea, che per ben due volte in passato si è espressa contro il dimensionamento di Linate. La CAI deve essere considerato un vettore importante per gli scali milanesi, ma non possiamo condizionare lo sviluppo aeroportuale lombardo alle esigenze di CAI. Un eventuale partnership tra SEA e CAI sarebbe un abbraccio mortale alle condizioni di CAI, perciò sottolineiamo il rischio concreto che Linate possa essere definitivamente chiuso se venissero accolte, da parte del Comune, le proposte irricevibili di Colaninno. E’ con questo spirito che sollecito la costituzione, come previsto anche da un Ordine del Giorno presentato in ottobre, di un tavolo istituzionale che preveda il coinvolgimento del Governo e delle Istituzioni locali per avallare un piano industriale che rivaluti e rilanci Linate e Malpensa affinché il ruolo di Linate soprattutto, rimanga comunque consono al prestigio che questo scalo ha ricoperto nella storia del trasporto italiano e del nostro Paese. Chiudo dicendo: giù le mani da Linate. Grazie”.


    ODG Scali Lombardi

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    Alitalia - Malpensa e Linate

    INTERVENTO AI SENSI DELL’ART. 21
    SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 22 SETTEMBRE 2008


    Alitalia, Malpensa e Linate

    Il consigliere Grassi così interviene:

    “Grazie, Presidente. Colleghi, oggi di fronte alle notizie che si rincorrono di ora in ora di fronte alle evoluzioni, persino isteriche, di quel che è rimasto del tentativo di salvataggio della nostra Compagnia di bandiera, corre l’obbligo morale di considerare alcune responsabilità che hanno contrassegnato questa lunga vicenda. E’ infatti dal 2001 ad oggi che la situazione di Alitalia si è fatta sempre più preoccupante di pari passo con l’assenza di decisioni politiche appropriate.
    Occorre per di più ricordare che le primaverili promesse dell’attuale Presidente del Consiglio avevano una palese funzione elettorale e che la sua attuale paralisi operativa e decisionale sinceramente stride con la tanto declamata italianità dell’Alitalia, offerta agli occhi del Paese da una ben precisa parte politica.
    E’ evidente che a questo punto il Governo debba occupare un ruolo centrale nell’impresa disperata di salvare Alitalia e con essa i relativi posti di lavoro. Non può lavarsene le mani dopo le illusioni rappresentate nei mesi scorsi dal nostro attuale Presidente del Consiglio. Né si può continuamente permettere che si ricattino i Sindacati con posizioni irricevibili; la tutela dei posti di lavoro dev’essere un obiettivo prioritario per il Governo, così come per le rappresentanze sindacali. Non è lecito giocare sulla pelle dei lavoratori una battaglia tutta politica; inoltre l’attuale Governo può farsi carico di trovare un’alternativa a CAI, il gruppo presieduto da Colaninno, e l’iniziativa del commissario Fantozzi va in questa direzione, e riaprire l’asse sull’acquisto di Alitalia ad ogni possibile acquirente è sicuramente un’iniziativa che va sostenuta. Peraltro, la posizione di considerare CAI l’unico interlocutore si è rivelata una strategia limitativa con l’evidente risultato di scoraggiare eventuali altri acquirenti.
    Oltre a questo, tra le altre, ben vengano anche iniziative come quella dell’associazione dei piloti e dei lavoratori di Alitalia che si sono proposti di entrare direttamente anche loro in parte all’acquisto di azionariato, che non fanno altro che rendere plausibili soluzioni che finora erano state scartate; pur facendo l’interesse della nostra Compagnia e del Paese intero. In questa fase la partecipazione popolare può essere un virtuoso esempio di gestione democratica del bene pubblico.
    Cosa perciò possiamo fare noi qui da Milano? Innanzitutto da questa assise personalmente sollecito il nostro Sindaco a rivendicare la costituzione di un tavolo istituzionale, che preveda il coinvolgimento governativo per avallare un piano industriale che rivaluti, di conseguenza, e rilanci Linate e Malpensa perché inevitabilmente sono tra di loro connesse al salvataggio di Alitalia, che sappiamo, invece, essere da recenti obiettivi strategici alla nostra Compagnia di bandiera notevolmente ridimensionati.
    E’ evidente che oggi non è ancora detta l’ultima parola circa il destino degli aeroporti milanesi, ed in particolare di Linate, che si è legato sempre di più al piano di salvataggio di Alitalia. Personalmente continuo a rimanere perplesso sull’impostazione che lentamente si è voluta imporre alla questione, ovvero che i due scali milanesi siano in competizione tra di loro, ed invece di valutarli complementari, si vuole a tutti i costi considerarli concorrenti.
    A quali interessi è funzionale questa logica? Non mi sovviene alcuna soluzione. Finché non rispondiamo approfonditamente a questa domanda, non è possibile risolvere il nodo principale della vicenda, che ricomprende tutto il sistema aeroportuale lombardo. Abbiamo detto e ripetuto che se Linate resterà solo navetta Milano-Roma, con l’arrivo dell’alta velocità ferroviaria, che a breve anche, nei prossimi mesi, la prima parte si attiverà con la tratta Milano-Bologna in un’ora, buona parte dei viaggiatori troverà conveniente usare il treno e a quel punto diventerà inevitabile quasi chiudere l’aeroporto cittadino. Vogliamo questo? Vogliamo affossare il sistema aeroportuale lombardo?
    D’altro canto Malpensa deve conservare, invece, la sua vocazione di Hub intercontinentale senza essere influenzata negativamente dalle politiche della nuova Alitalia. L’avevamo già detto un anno fa: giù le mani da Linate. E’ questa la direzione giusta per far sviluppare Milano a livello internazionale; non dimentichiamoci l’obiettivo dell’Expo.
    Sono confortanti le dichiarazioni alla stampa del nostro Sindaco che giudica inaccettabile il ridimensionamento di Linate e degli altri scali milanesi.
    Ho appreso recentemente, signor Presidente, dalla stampa dell’intenzione di tenere un Consiglio dei Ministri a Malpensa proprio per dare un segno tangibile dell’interesse governativo allo sviluppo infrastrutturale lombardo, giacché in questione sul tavolo di discussione c’è anche un importante finanziamento per l’Expo di 2,5 miliardi che deve ancora arrivare da Roma.
    Infine, propongo a lei, signor Presidente, di creare le condizioni per la programmazione di una sessione interistituzionale dedicata al Settore aeroportuale, settore dall’importanza decisamente strategica per lo sviluppo lombardo.
    In tal senso mi farò carico della predisposizione di un Ordine del Giorno.
    Auspico, infine, che le intenzioni del Sindaco siano riscontrabili anche qui in Consiglio comunale, la cui sede è la sede più appropriata per ascoltare il primo cittadino di Milano. Grazie”.

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    Raffaele Grassi e Antonio Di Pietro

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    Ancora sul degrado di Linate

    INTERVENTO AI SENSI DELL’ART. 21 SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 25 FEBBRAIO 2008

    Il consigliere Grassi così interviene: “Grazie, Presidente. Confesso che nel ripropormi di intervenire nuovamente su di un caso più volte riportato nei mesi scorsi all’attenzione di quest’Aula, fatico nel recuperare la fiducia sulla funzionalità della nostra Amministrazione. Trattandosi dunque dell’ennesima riproposizione di precedenti segnalazioni, non farò troppi ulteriori giri di parole per denunciare una condizione di degrado semplicemente vergognosa che tormenta l’aerostazione di Milano Linate. Infatti continuano tutt’oggi indisturbati, quanto impuniti, i servizi illegali di trasporto persone abusivi, prospera l’accattonaggio e quei due casi umani, segnalati più volte, che vivacchiano con mille espedienti all’interno dell’aerostazione continuano indisturbati a dare mostra di sé. Questa situazione è esattamente ciò che avevo denunciato in un’interrogazione presentata in quest’aula ormai cinque mesi fa, e consegnata comunque dopo aver segnalato più volte all’attenzione generale la negatività di questa circostanza. Tutte situazioni riprese, tra l’altro, da vari organi di stampa, televisioni comprese, che a suo tempo la descrissero come un’anomalia per una città come Milano. Ora ritengo che non si possa più tardare ad intervenire, a distanza di tre mesi dalle garanzie ufficialmente offerte dall’assessore Croci, che cito testualmente da una sua lettera del 20 novembre in risposta alla mia interrogazione dell’ottobre precedente, concordava nel ritenere che ‘simili situazioni vanno rimosse senza indugio’, e naturalmente non era meno il Presidente della SEA, Avvocato Bonomi, tre giorni dopo per l’esattezza, che aggiungeva con solerzia: ‘non posso che condividere la preoccupazione espressa e la grave situazione, rinnovando l’assoluta disponibilità di SEA alla piena collaborazione per risolvere il problema’. Speravo di avere raggiunto un risultato nell’ottenere l’attenzione e le promesse, sia dell’assessore Croci che dal Presidente della SEA, Avvocato Bonomi, ma devo riscontrare tristemente che le loro parole erano di circostanza, alla prova dei fatti si sono dimostrate il pigro ritualismo di una gestione imbolsita e tutto ciò lo affermo con estrema amarezza, quelle parole erano vane e resteranno tali fino a quando non si darà prova contraria. Ciò che si chiede, non per accanimento politico, ma semplicemente in virtù del buonsenso, è di raggiungere, da parte di questa Amministrazione, una semplice quanto e sostanziale prova di elementare efficienza. L’abusivismo generalizzato ed il degrado sociale deve essere debellato dall’aerostazione di Milano Linate, e quell’indecoroso, quanto indisturbato spettacolo che l’indigenza offre di se stessa deve essere assolutamente ed immediatamente rimosso, perché a farne le spese davanti al mondo intero è la nostra città, quella stessa città che ci elegge suoi rappresentanti e che da noi si aspetta la capacità di risolvere problemi concreti. La nostra città, cari colleghi, queste situazioni di degrado in uno dei suoi aeroporti internazionali non lo merita, non lo merita agli occhi dei passeggeri di ogni Paese del mondo che transitano nella nostra aerostazione, non lo merita per l’immagine che ritrova di sè stessa sulle pagine dei giornali, che riportano quello che si denuncia da tempo, ossia: la paralisi delle autorità aeroportuali e degli organi di controllo che si trasforma nel risibile rimpallarsi di responsabilità tra i vari Enti toccati dal problema. Non lo meritano neppure gli operatori aeroportuali, che quotidianamente lavorano sul posto e che altrettanto quotidianamente sono fatti oggetto delle critiche e delle lamentele dei passeggeri, che sono costretti a subire anche loro la pratica di facchinaggio abusivo da parte del solito personaggio che persiste indisturbato nell’inventarsi, all’interno dell’aerostazione, diverse attività, a seconda del proprio estro quotidiano. Questi operatori inoltre - e naturalmente lo affermo ben consapevole della gravità di tale affermazione – sono letteralmente esasperati dalla inconcepibile inerzia delle autorità aeroportuali e degli organi di controllo; a causa dell’aggravamento di questa situazione, già di per sé degenerata, sono prossimi a mobilitarsi. Ad aggravare la situazione, come dicevo all’inizio, esiste anche un altro caso: è quello dell’extracomunitario che vive accampato, in forma stabile, in un sottoscala dell’aerostazione, tra materiali di scarto, organici e non, masserizie prive di valore, insomma in una situazione di indigenza che fa prosperare solo i topi e gli scarafaggi. Colleghi, sono costretto, mio malgrado, ad impegnarmi personalmente, signor Presidente, fino alla soluzione di quest’assurda situazione; sarei più appagato ad occuparmi di altro, ma occorre che qualcuno se ne faccia carico personalmente, altrimenti non se ne esce più da questo stallo. Per tutte queste ragioni ho preso la decisione di trattare, signor Presidente, ogni lunedì, in articolo 21, la situazione di degrado dell’aerostazione di Linate fino a quando non sarà definitivamente risolta. Contemporaneamente chiederò al Presidente Osnato un sopralluogo della Commissione Trasporti, affinché possiate rendervi conto di persona dell’inaccettabilità del contesto che ho fin qui descritto, ovvero della persistenza di una gravosa problematica per l’immagine della nostra città e per gli operatori che devono lavorare in tale contesto. E prima di questo sopralluogo ho intenzione di sottoporre, in occasione della prossima Commissione congiunta Bilancio-Mobilità, di mercoledì prossimo, direttamente al Presidente Bonomi la richiesta di venire a capo dell’intera questione. Come vedete, sono ben deciso ad andare fino in fondo alla risoluzione della questione. Grazie”.

    omissis

    Seduta C.C del 18 Febbraio 2008

    Il consigliere Grassi così interviene:      “Grazie, Presidente. Intervengo per richiamare l’attenzione sulla vicenda del progetto del grosso centro di prima e seconda accoglienza di via Calvino, che se da un lato coinvolte una singola via milanese… sono ben contento e ben lieto che in questo momento l’assessore Masseroli sia in aula, è una questione che riguarda proprio anche la partita dell’Urbanistica; a maggior ragione sono contento della sua presenza. D’altro canto, dicevo, si inserisce in un’area urbana, già messa a dura prova, sotto il profilo del degrado sociale. Emblematica per tutta la zona è la pratica, ormai, consuetudinaria della prostituzione notturna in via Messina e vie limitrofe.      La situazione di via Calvino, dunque, diventa il paradigma di come sia difficile fronteggiare la tematica delle politiche sociali, dell’urbanistica, dell’immigrazione e della relativa integrazione senza una ferma e coerente programmazione politica. Credo che la vicenda sia nota a tutti quanti, ma come spesso avviene le situazioni problematiche se vengono abbandonate con il passare del tempo non possono che aggravarsi.      Come ricorderete, in questione qui c’è la costruzione, da parte della Fondazione Fratelli di San Francesco, di un ostello dalla duplice funzione, sia ostello per i senzatetto che mensa per bisognosi, esterni al pensionato stesso. Senz’ombra di dubbio l’evidente intento altro non è che la caritatevole applicazione del sacrosanto diritto all’accoglienza, rivolto, per la maggior parte dei casi, a quei cittadini extracomunitari, ma non solo, che si trovano in difficoltà materiali, se non addirittura miseramente ridotti ad uno stato di indigenza.      L’intera operazione, che sappiamo consiste nella costruzione di una grande palazzina di cinque piani fuori terra ed uno interrato, essendo stato oggetto di successive varianti di progetto, nel corso di questi ultimi anni, varianti che ne ha fatto lievitare la volumetria complessiva, è stata oggetto di diverse critiche da parte del comitato locale dei cittadini residenti che hanno pervicacemente investito delle proprie contestazioni sia l’Amministrazione Comunale che la Prefettura. Dunque c’è un conflitto implicito al pur nobile intento, conflitto che, appunto, è rappresentato dall’impatto ambientale che una tale massa di diseredati avrebbe con l’intera area.      Naturalmente siamo tutti d’accordo nel ritenere che le strutture di pubblica utilità debbono inserirsi nel tessuto urbano, senza destare, però, un impatto traumatico nel contesto dell’abitato urbano, avendo perciò cura che i servizi di solidarietà siano distribuiti omogeneamente nel territorio della città, sia nell’interesse degli stessi assistiti che nel rispetto dei nostri cittadini. Ma dobbiamo interrogarci sulla natura di quel limite che tale impatto deve rispettare, dobbiamo rispondere alla legittima preoccupazione di quelle famiglie che rischiano seriamente di entrare a far parte, loro malgrado, di una enclave che assomiglia tanto ad un ghetto predestinato, considerata l’eccezionale concentrazione di diseredati che l’entità dell’intervento assistenziale lascerebbe preventivare.      Per questo ho già inoltrato la richiesta di un sopralluogo al Presidente della Commissione Lavori Pubblici, Pennisi, appunto un sopralluogo, perché ci rendessimo…”. Il Presidente Palmeri così interviene:      “Urbanistica. Presidente della Commissione Urbanistica”. Il consigliere Grassi così interviene:      “Urbanistica, chiedo scusa, al Presidente dell’Urbanistica, Pennisi, in modo tale che ci rendessimo conto di persona, esattamente, in quale contesto andrebbe a collocarsi l’erogazione di circa un migliaio di pasti giornalieri oltre ad una già cospicua presenza di 500 posti letto del “megaostello”.      Ho richiesto, come dicevo, appunto, il sopralluogo, perché sulla legittimità del progetto di costruzione della struttura è stato coinvolto anche il Consiglio di Zona 8, con le relative Commissioni, Urbanistica e Sicurezza, intervento che ha sollecitato l’interesse di mezzi di comunicazione lombardi. Naturalmente in questa disamina dovrà essere altrettanto auspicato il vivo coinvolgimento dell’Assessorato alle Politiche Sociali, che con competenza ed esperienza potrà esprimersi in termini di merito sulla funzionalità di questo progetto che deve legittimare la realizzazione di una struttura di accoglienza che, se non sbaglio, si presenta come una delle più grandi d’Europa. Altresì comunico che presenterò in data odierna un’interrogazione agli Assessori competenti. Grazie”.

         omissis

    Seduta in consiglio del 22 Gennaio 2008

    INTERVENTI AI SENSI DELL’ART. 21 SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 22 GENNAIO 2008


    omissis

    Il consigliere Grassi così interviene: “Grazie, Presidente. Intendo nuovamente segnalare i problemi viabilistici legati al raggiungimento del polo fieristico Rho-Pero, che nonostante i tempi pianificati dalle Istituzioni, Provincia, Regione e Comune, per la realizzazione delle opere stradali necessarie, ancora permangono e, anzi, tendono ad acuirsi assumendo i caratteri della vera e propria emergenza. Già in altre occasioni ho posto all’attenzione la gravità della situazione; nonostante ciò la condizione degli accessi non si è modificata. Voglio ricordare che è stato approvato in quest’aula un Ordine del Giorno, all’unanimità, in occasione della variante per l’Expo, che impegnava, appunto, l’Amministrazione Comunale e le Ferrovie dello Stato a trovare una soluzione viabilistica alternativa. Il nuovo polo, infatti, emblema della modernità espositiva di Milano, fiore all’occhiello dell’imprenditoria lombarda, continua a far registrare gravi lacune dovute alle carenze infrastrutturali dell’area, chiamata ad ospitare il complesso, nonostante un forte impegno economico da parte del Ministero delle Infrastrutture, del ministro Di Pietro. L’assoluta inadeguatezza dell’attuale viabilità moltiplica i disagi proporzionalmente all’affluenza di pubblico che si registra per i diversi eventi. Il problema è dovuto, come sempre, all’accesso e soprattutto all’uscita da e per la struttura, e quindi alle difficoltà di raggiungere la Fiera, sia attraverso mezzi privati sia attraverso il trasporto pubblico, servizio taxi incluso. In particolare per quest’ultimo, durante il primo giorno di Macef, il 18 gennaio, qualche giorno fa, si è presentata la medesima situazione di congestionamento, sempre rilevata. Ricordo infatti che il deflusso degli utenti in uscita dalla porta est è possibile esclusivamente utilizzando il sottopasso di collegamento con la via Cristina Belgioioso e l’autostrada A8. Tale accesso è ad un’unica corsia, e per entrambi i sensi di marcia, e risulterebbe assolutamente insufficiente anche per una fiera di piccole dimensioni. Nella stessa occasione si è riscontrata l’assoluta mancanza di personale addetto alla Vigilanza Urbana, assenza che ha ulteriormente compromesso la situazione. Anche qui colgo l’occasione per segnalare la necessità di una convenzione tra i tre Comuni, Milano, Rho e Pero, per magari, appunto, provvedere a sottoscrivere la convenzione che riguarda la Vigilanza Urbana su quell’area. La preoccupazione che qui si avanza è destinata a tradursi in un’ulteriore emergenza in prossimità di momenti espositivi ben più importanti di quella appena trascorsa. Convinto dell’importanza di una struttura moderna ed importante, come ha dimostrato di essere il polo fieristico Rho-Pero; occorre però, al più presto, portare a compimento un efficace sistema viabilistico di appoggio che garantisca la mobilità necessaria. Colgo l’occasione che c’è… o perlomeno, vedevo fino ad un attimo fa l’assessore Cadeo in aula; sono costretto a segnalare che… anzi, ci segnalano i cittadini, che vengono a riportarvi la deprimente condizione di quello che dovrebbe essere un servizio della cittadinanza, un servizio che dovrebbe essere segno di civiltà e non dovrebbe gravare eccessivamente sulle casse della nostra città, tanto più che è a pagamento con la singola utenza. Mi riferisco ai bagni pubblici in città, che oltre ad essere quantitativamente insufficienti sull’intera area urbana, sono in condizioni inaccettabili per chiunque si avvicini. Lo stato di colpevole disattenzione verso i bagni pubblici, presumibilmente da parte delle imprese che ne devono garantire la funzionalità, si è fatta ormai intollerabile. Le continue segnalazioni che ci pervengono ci informano di un servizio di pulizia svolto assai saltuariamente, ad intervallo di parecchi giorni; siamo di fronte ad un servizio, di fatto, non erogato, che ha finito con il ridurre queste strutture a condizioni incredibili e civicamente inammissibili. Anche la manutenzione avviene a distanza di parecchi giorni, spesso i bagni rimangono fermi anche più di una settimana. Attualmente la situazione è davvero imbarazzante per chi si dovrebbe occupare del loro funzionamento, perché la loro quasi totalità presenta questa situazione di inefficienza: o la struttura è totalmente spenta, o mostra la spia rossa accesa, ovvero si dichiara fuori servizio. Queste sono le maggiori tipologie dei bagni pubblici della nostra città. In questo contesto rimane comunque inaccettabile che i cittadini debbano essere costretti a versare una specie di piccola tassa, inteso come caffè o qualsiasi altra bevanda, al bar della zona in cui ci si trova, ed ogni tanto capita pure lì che ci si senta dire che il bagno è rotto, per una pur legittima reazione di diffidenza. Può darsi che questa situazione di abbandono sia effetto di una certa assuefazione al degrado, può darsi che qualcuno giudichi risolvibile il problema dei bagni pubblici in una metropoli come la nostra, ma noi siamo qui per risolvere anche i piccoli problemi quotidiani, non solo le grandi questioni di carattere programmatico. Grazie”.

    omissis

    L’assessore Cadeo così interviene: “Grazie, Presidente. E’ per rispondere, seppur brevemente, al problema sollevato dal consigliere Grassi, un problema, secondo me, reale e sentito, che è quello dei bagni pubblici. Sarà perché anche la mia età avanzata e quindi, si sa, che avanzando l’età il problema diventa più sentito. In effetti esiste, sia dal punto di vista qualitativo, che quantitativo. Devo dirle che in Assessorato (lo posso portare alla sua attenzione personale, come quello dell’eventuale Commissione) c’è tutto un programma di interventi, che consiste nel riammodernamento dei bagni esistenti ed in un progetto di collocazione di nuovi bagni. Devo dire che i costi sono abbastanza elevati, nel senso che oggi, per una struttura di questo tipo, si va circa dai 40 ai 50.000 euro. Noi avevamo anche ipotizzato, in una gara che dobbiamo lanciare di pubblicità in campo di arredo, di inserire anche questi elementi, come d’altronde avviene in molte capitali europee. Un sondaggio sul mercato sembrerebbe dirci che non c’è un grande interesse, perché ovviamente queste cose avvengono in genere, appunto, in cambio di pubblicità, a mettere pubblicità su queste installazioni, quindi se questo venisse confermato le spese sarebbero a totale carico dell’Amministrazione. Però questo programma esiste, io posso illustrarlo quando lei lo ritiene, portarlo a qualsiasi livello. Poi bisogna scegliere questo. Io personalmente investirei su una struttura di questo tipo, perché la ritengo un’esigenza reale. Per quanto riguarda la manutenzione dei vecchi, questa è in mano ad AMSA; risuggeriremo ad AMSA a tenere, se è possibile, una manutenzione più puntuale di questi servizi, ma essenzialmente c’è bisogno di un intervento abbastanza radicale e proprio sulla struttura. Le illustrerò il piano quando lei vorrà; è una scelta che si può fare, io personalmente la condividerei. Grazie”.

    omissis

    Ecopass

    L’Amministrazione Comunale è dunque arrivata alla decisione finale sulla controversa gestione della circolazione stradale e del traffico urbano e di conseguenza sui relativi problemi da esso causati che continuano ad affliggere la vita stessa degli abitanti e dei frequentatori della nostra città. Ecco che finalmente la montagna ha partorito il topolino: dopo 18 mesi di ripensamenti e mediazioni ecco che è stata trovata la quadra del provvedimento. Ma come spesso succede quando si cerca di accontentare tutti si rischia di non accontentare nessuno, e qui nessuno può dirsi realmente compiaciuto. Effettivamente soddisfatti, al di là delle dichiarazioni di circostanza, probabilmente non lo sono neppure gli stessi promotori della futura sperimentazione dell’Ecopass. E d’altra parte questo provvedimento non li può accontentare, neppure bleffando con le dichiarazioni di appartenenza, perché gli effetti dell’espediente sperimentato nei prossimi mesi saranno, anche nella più ottimistica delle previsioni, assolutamente incerti sia sul piano della circolazione quantitativa dei veicoli, la cui diminuzione è tra gli obiettivi dichiarati, sia sul piano degli introiti economici calcolati con tanta perizia. L’Amministrazione Comunale non ha ancora dipanato la questione se il ticket per l’Ecopass è una tassa di scopo ovvero se serve a raccogliere quattrini per realizzare infrastrutture e potenziare i mezzi pubblici, o una azione finalizzata alla riduzione dell'inquinamento atmosferico. Io, non ho un atteggiamento pregiudizievolmente negativo nei confronti dell’ecopass ma il pagamento del ticket adesso è un po’ come acquistare il diritto ad inquinare. Bisogna dire che altre misure "preparatorie" sarebbero necessarie prima della sua introduzione. La soluzione al groviglio della mobilità milanese non può prescindere da una forte riduzione del traffico privato e da un piano articolato di interventi il cui fulcro resta il trasporto pubblico collettivo, il suo rafforzamento e la sua incentivazione. Bisogna costruire all'ingresso della città dei grandi parcheggi di interscambio dove lasciare l’autovettura, non in Piazza Maciachini, prevedere e realizzare ulteriori corsie preferenziali per i mezzi pubblici, magari non solo circolari ma anche radiali, cioè che prevedano l’attraversamento del centro, e quando non si riesce ad abbassare i livelli di inquinamento anche la circolazione a targhe alterne o la chiusura al traffico l'area delimitata dalle mura spagnole. Per quanto attiene all’inquinamento, l’irriducibile presenza delle polveri sottili che minacciano silenziosamente la nostra salute e l’irrimediabile tempo perso nel traffico milanese richiedono risposte inderogabili nel breve termine, tappe obbligatorie per ogni ordine di priorità. Inoltre bisogna riconoscere che la città è cambiata e cambia tuttora in continuazione: mutano le esigenze dei suoi abitanti perché muta il loro stile di vita. Ciò che traspare da una prima osservazione è che occorre dilatare l’offerta di servizi per mettere a disposizione della popolazione una fruibilità maggiore: un cambio di rotta nell’organizzazione del funzionamento della città, dall’estensione dell’orario di apertura dei negozi all’aumento sostanziale dei mezzi pubblici fino a tarda sera. In estrema sintesi: c’è un sistema di offerta che non risponde alle esigenze della domanda. Per le soluzioni relative alla mobilità la città di Milano non può prescindere dal dotarsi di un Mobility Manager che modifichi radicalmente l’approccio ai problemi della mobilità cittadina e del suo hinterland, approccio fondamentalmente orientato alla gestione di strategie volte ad assicurare il trasporto delle persone e delle merci in modo efficiente, con riguardo a scopi sociali, ambientali e di risparmio energetico. L’Amministrazione Comunale si trova di fronte alla necessità, ormai diventata inderogabile, di un approccio multidimensionale alla questione della mobilità cittadina. La nostra è una zona costantemente a rischio di inquinamento atmosferico, ed abbiamo l’obbligo morale oltre che giuridico di adottare misure adeguate, ai sensi di legge, come la figura del responsabile della mobilità aziendale, il Mobility Manager. Nonostante le prescrizioni di legge, che ricordo essere sancite dal decreto sulla mobilità sostenibile nelle aree urbane del 27 marzo 1998, Milano da un pò di tempo continua a rinunciare a questo strumento giuridico di progettualità e coordinamento, strumento di basilare necessità in circostanze complesse come quella di una città metropolitana, quale è Milano. Lasciare una città come Milano senza un Mobility Manager d’area anche solo per pochi mesi vuol dire arrecare un danno alla gestione efficace della mobilità cittadina, perché è necessario un impegno giornaliero continuo per mantenere vivo sul territorio urbano l’interesse alla mobilità sostenibile organizzabile con il mondo privato, che soprattutto a Milano è rappresentato da un tessuto economico di imprese vivo e vitalizzante. Raffaele Grassi

    Mobility Manager

    INTERROGAZIONE


    I sottoscritti Consiglieri Comunali Raffaele Grassi e Francesca Zajczyk


    PREMESSO

    che Il Decreto sulla “Mobilità sostenibile nelle aree urbane” (GU n.179 del 3 agosto 1998) emanato il 27 marzo 1988 introduce la figura del responsabile della mobilità aziendale (Mobility Manager) con l’obiettivo di coinvolgere imprese con più di 800 addetti ed enti pubblici con unità locali con più di 300 dipendenti ad individuare a tal fine un responsabile della mobilità aziendale; che tale provvedimento ha come scopo la realizzazione di un Piano Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL) dei propri dipendenti, definendo accordi programma con l’azienda di trasporto da implementare sul territorio urbano unitamente alle associazioni volontarie che si interessano delle possibilità di spostamento dei cittadini; che oltre a ciò il Mobility Manager ha l’esplicito compito di promuovere la mobilità sostenibile affinché sia sempre presente in ogni amministrazione comunale, al momento di scegliere le priorità di spesa e le scelte trasportistiche e urbanistiche, la preminenza dei servizi di uso collettivo e le forme di multiproprietà;

    TENUTO CONTO

    che lasciare una città come Milano senza un Mobility Manager d’area anche solo per pochi mesi concorre a pregiudicare l’efficacia della gestione della mobilità cittadina; che da tempo il precedente Mobility Manager si è dimesso per sopraggiunti limiti pensionistici e ad oggi la posizione è ancora vacante;

    INTERROGANO L’ASSESSORE COMPETENTE E LA GIUNTA

    per conoscere quali siano le intenzioni dell’attuale Amministrazione rispetto alle funzioni di legge citate in premessa; per conoscere la presenza e l’eventuale grado di attuazione di progetti finalizzati a realizzare la diffusione e sperimentazione di servizi di taxi collettivo, di car-pooling e di car-scharing. per conoscere la presenza e l’eventuale grado di attuazione di progetti finalizzati a realizzare la diffusione di sistemi e mezzi di trasporto a basso impatto ambientale; Milano, 27 novembre 2007

    Le mie attivita istituzionali

    Attività istituzionale di
    Raffaele Grassi
    consigliere comunale




    Mozione presentata il 25/7/2006
    RIQUALIFICAZIONE DEL PARCO GIOCHI DI VIA GRAF
    Approvata il 28/7/2006
    Intervento volto ad impegnare il Sindaco e la Giunta affinché mettano a punto e realizzino un massiccio piano di riqualificazione del parco-giochi e dell'area adiacente arricchendo la dotazione di attrezzature per l'infanzia ricavando altresì dall'area verde uno spazio destinato agli animali così da evitare spiacevoli infortuni.



    Mozione presentata il 2/10/2006
    AREA POSTEGGIO TAXI PRESSO L'AEROSTAZIONE DI LINATE
    Approvata il 2/10/2006
    E’ stato necessario esercitare le opportune iniziative nei confronti di SEA perché provveda a ripristinare normali condizioni igieniche nell'area posteggio taxi dell’aerostazione di Linate e a dotare l'intera area posteggio di adeguati servizi, sia igienici che di ristorazione, in grado di garantire sul piano dell'efficienza e del decoro la funzionalità dell’area, sia per gli operatori che per gli utenti.



    Mozione presentata il 15/1/2007
    ISTITUZIONE DI UN NUOVO NUMERO UNICO CHIAMATA TAXI NELL'AREA MILANESE
    Approvata il 15/1/2007
    L’intenzione è stata quella di dare vita ad un numero telefonico breve, di 4 o 5 cifre, per la chiamata taxi, senza prefisso per chiamate effettuate da utenze fisse o mobili all'interno del territorio milanese; altresì si chiede di predisporre un campagna di informazione e pubblicizzazione del servizio telefonico, al fine di favorire forti ricadute positive di immagine per la città di Milano e una migliore funzionalità del servizio taxi.



    Mozione presentata il 30/1/2007
    INTERVENTI URGENTI AL FINE DI RIDURRE IL DISAGIO SOCIALE ED ECONOMICO DEI CITTADINI, DEI COMMERCIANTI E DEGLI ARTIGIANI DI VIA LUIGI ORNATO DEL QUARTIERE NIGUARDA
    In trattazione
    Con questo intervento si è voluto rivedere il piano di viabilità della zona, al fine di agevolare una migliore circolazione delle auto e consentire ai cittadini di raggiungere più facilmente i negozi di via Ornato e delle vie ad essa limitrofe, nonché permettere al quartiere Niguarda di organizzare la festa di via, riducendo l’aggravio economico da sostenere per la chiusura al traffico della strada anche per i mezzi pubblici di trasporto. In generale garantire e valorizzare la vita di questa comunità attraverso altri momenti di aggregazione.




    Interrogazione Urgente presentata il 15/2/2007
    SERRATA BENZINAI
    Interrogato il Sindaco per sapere se non riteneva che la serrata dei gestori degli impianti di distribuzione carburante costituisse una situazione di emergenza per il comparto del trasporto persone a mezzo taxi e di conseguenza non ritenesse di intervenire presso le Società A.T.M. ed A.M.S.A. al fine di permettere il rifornimento dei carburanti agli autoveicoli adibiti al servizio taxi, superando in via eccezionale, la vigente limitazione legislativa regionale.



    Emendamento in sede di discussione del Bilancio Preventivo 2007, trasformato successivamente in ORDINE DEL GIORNO presentato il 16/4/2007 - APPROVATO CON MODIFICA NELLA SEDUTA DEL 13.9.2007 - COLLEGATO ALLA DELIBERAZIONE N. 71 BILANCIO DI PREVISIONE 2007: "POLITICHE DI INCENTIVAZIONE ALLA SOSTITUZIONE DEL PARCO AUTOVETTURE - TAXI CON MEZZI ECOLOGICI".
    Si è impegnato il Sindaco a la Giunta a dare seguito agli impegni politici presi attraverso l'adozione di provvedimenti amministrativi tesi a favorire incentivi comunali per la sostituzione degli autoveicoli alimentati con carburante tradizionale con veicoli alimentati a metano e con mezzi ad emissione zero o a basso impatto ambientate.
    In conseguenza dell’approvazione dell’O.d.G. è stata inserita nel Bilancio 2008 la previsione di spesa di euro 500.000,00.



    Ordine del giorno presentato il 19/7/2007 – COLLEGATO ALLA DELIBERAZIONE N. 102: "FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI ASM BRESCIA S.P.A. IN AEM S.P.A."
    Approvato il 25/7/2007

    L’intenzione è stata quella di impegnare il Sindaco e la Giunta a progettare e sviluppare convenzioni atte a favorire l'intesa fra domanda e offerta finalizzate ad incentivare i cittadini alla realizzazione di opere o alla acquisizione di tecnologie per il risparmio energetico negli edifici; altresì di sostenere, con adeguate iniziative di comunicazione, politiche tese ad incentivare la trasformazione delle 15,000 caldaie a gasolio con impianti a gas o con caldaie ad alta efficienza; infine a predisporre un piano di ricambio del parco veicolare dei mezzi di trasporto pubblico alimentato a gasolio con mezzi a basso impatto ambientale.


    Interrogazione presentata il 1/10/2007
    IMPIANTI TERMICI
    Iniziativa rivolta a conoscere i tempi ed i modi previsti per l'approntamento concreto di programmi atti a favorire e sostenere iniziative che diano luogo a sinergie virtuose tra cittadini, aziende del settore ed enti locali allo scopo di realizzare, come obiettivo prioritario, l’implementazione delle caldaie ed alta efficienza e con il minor impatto ambientale.


    Ordine del giorno presentato ed approvato nella seduta del 19.10.2007 - COLLEGATO ALLA DELIBERAZIONE N. 124: "EXPO 2015 - RICHIESTA DI DEFINIRE UN ACCORDO DI PROGRAMMA TRA COMUNE DI MILANO E FF.SS. PER REALIZZAZIONE STRADA DI CONGIUNZIONE, ADIBITA AL TRASPORTO PUBBLICO, CHE COLLEGHI VIA BARZAGHI CON IL POLO RHO - FIERA".
    Tale accordo tra gli Enti sopracitati ha come obbiettivo l’acquisizione di un diritto di superficie e/o la messa a disposizione di una porzione d’area finalizzata alla realizzazione di una porzione d’area per predisporre una strada di congiunzione, adibita esclusivamente al trasporto pubblico, che colleghi la via Barzaghi, termine viabilistico del territorio del Comune di Milano ed il Polo Fieristico Rho-Pero





    Mozione Urgente presentata il 19/10/07
    REGOLAMENTAZIONE DELLA SOSTA NEI NUOVI SOTTOAMBITI 12, 13, 21
    Approvata emendata il 19/11/07
    Si è impegnato il Sindaco e l’Assessore alla Mobilità Trasporti ed Ambiente a modificare l’attuale meccanismo di regolamentazione della sosta attualmente in vigore, prevedendo la fruibilità gratuita dei residenti nei vari sottoambiti sulle strisce blu oltreché sulle strisce gialle.


    Interrogazione Urgente presentata il 19/10/2007
    AGGRAVAMENTO DEL FENOMENO DELL'ABUSIVISMO PRESSO L'AEROSTAZIONE DI LINATE E LA STAZIONE CENTRALE
    In trattazione
    In una trasmissione televisiva diffusa da una nota emittente su scala nazionale in data 16 ottobre scorso è stato mostrato il fenomeno dell’abusivismo perpetrato da alcuni autonoleggiatori spacciandosi per tassisti operanti nell’area dell’aeroporto di Linate, area nella quale si concentrava l’inchiesta televisiva. Tale fenomeno, di fatto screditando l’immagine di Milano per i visitatori che arrivano nella nostra città, rappresenta un malcostume deleterio, proprio nel momento in cui la nostra città è impegnata a conquistare l’assegnazione della manifestazione universale EXPO 2015. L’interrogazione intende conoscere quale valutazione di questa situazione viene fatta dalla Giunta e quali misure concrete si intende adottare per combattere il fenomeno dell’abusivismo.


    Emendamento presentato il 15/3/2007 in sede di discussione del Bilancio Preventivo 2007, rivolto ad integrare la spesa per L’INTRODUZIONE CONTRIBUTO COMUNALE (VOUCHER) A SOSTEGNO DELLA MOBILITA’ DI PERSONE ANZIANE (OVER 65) E NUCLEI FAMILIARI CON SOGGETTI NON AUTOSUFFICIENTI O DIVERSAMENTE ABILI PER L’ACCOMPAGNAMENTO A MEZZO TAXI AD ENTI DI CURA E STRUTTURE OSPEDALIERE.
    In conseguenza dell’emendamento si è inserito nel Bilancio 2007 la previsione di spesa di euro 50.000,00.


    Emendamento presentato il 15/3/2007 in sede di discussione del Bilancio Preventivo 2007, rivolto ad integrare la spesa per L’ISTITUZIONE NUMERO UNICO CHIAMATA TAXI NELL’AREA MILANESE. Su mia sollecitazione l’Assessore alla Ricerca, Innovazione, Capitale Umano si è impegnato a sostenerlo, percorso che si è concluso con l’inserimento del programma di Studio del Numero Unico Chiamata Taxi nel Progetto Cable che oltre al numero unico, prevede una più ampia attività di sviluppo dei servizi ai cittadini trovando il suo punto di convergenza nella costruzione del portale della Città di Milano finalizzato ad aumentare l’accessibilità alla rete ed al miglioramento dei servizi.


    Emendamento presentato il 15/3/2007 in sede di discussione del Bilancio Preventivo 2007, rivolto ad integrare la spesa per LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI DI SICUREZZA A PROTEZIONE DEI CONDUCENTI DI TAXI (ACQUISTO TECNOLOGIA PER COLLEGAMENTO RADIO). In conseguenza di ciò c’è stata l’espressione di una volontà politica dell’Amministrazione Comunale di inserire nel Bilancio 2007 un aumento della previsione di spesa di euro 500.000,00.

    Milano, Dicembre 2007

    Operazione "DERIVATI" a milano.

    Consiglio Comunale - Intervento ex art. 21 - OPERAZIONE CONTRATTI DERIVATI
    COMUNE DI MILANO - 05/11/07



    Cari colleghi,      prendo atto in questi giorni, attraverso la vicenda dei cosiddetti"derivati", di quella che si sta rivelando sempre più una greve eredità lasciata dalla Giunta Albertini. Partendo da questa semplice constatazione abbiamo dunque il dovere morale di fare urgentemente chiarezza su di un rischio economico di enorme portata, in quanto ci troviamo di fronte ad una circostanza che può seriamente compromettere i bilanci comunali futuri. Al di là degli aspetti tecnici della vicenda ciò che si affaccia davanti ai nostri occhi è una inqualificabile sottrazione del potere di controllo politico del Consiglio Comunale se è vero, come è indubbiamente stato assodato dalla testimonianza dei colleghi che erano presenti di fronte alla giunta Albertini, che già ai tempi della sottoscrizione del provvedimento del prestito obbligazionario agli stessi consiglieri fu impedito l´accesso agli atti per l´opportuna verifica. Infatti a suo tempo l´allora Sindaco Albertini si avvalse della facoltà di secretare per trenta giorni i documenti relativi all´operazione, tempo evidentemente necessario per il completamento dell´operazione stessa. Ma non basta biasimare un comportamento istituzionalmente illegittimo e porvi immediatamente rimedio; di fronte a fatti del genere occorre ribadire i principi e le finalità del nostro stesso operare di amministratori pubblici. Forse qualcosa è da rileggere nel metodo oltre che nel merito. Forse è da rivedere il principio della possibilità dell´investimento finanziario per gli enti pubblici, forse non è del tutto giusto accettare che il denaro pubblico sia messo in pericolo dal rischio puramente speculativo, perché una cosa deve essere chiara a tutti e ribadita con convinzione: compito dell´ente locale è restituire la ricchezza raccolta da tasse e contributi in opere e servizi per la popolazione. Altro scopo non dovrebbe essere contemplato negli obiettivi di una Amministrazione Pubblica. Se invece ci addentriamo nel campo minato delle operazioni finanziarie (un eloquente esempio è rappresentato dalla sventurata manovra degli anni scorsi operata da Atm sui bond Del Monte) dobbiamo essere oltremodo sicuri che queste operazioni siano completamente scevre da elementi come l´incompetenza o addirittura la malafede, aspetti del comportamento umano la cui presenza non è rara quando si tratta di realizzare vantaggi economici o utilizzare con dimestichezza grosse opportunità finanziarie. Relativamente alla responsabilità pubblica non è neppure sufficiente che gli attuali amministratori si dichiarino ottimisti per il futuro. Nello specifico caso di Atm nel 2004 la nostra azienda si era esposta per una cifra assai più considerevole di quanto le sue necessità di risanamento di bilancio gli permettessero: in un momento assai delicato di conflittualità sindacale in cui era in dubbio il rinnovo dei contratti dei suoi dipendenti, ATM si permetteva di investire, oltre che per i 10 milioni di Bond Del Monte, per un´altra trentina di milioni su obbligazioni Ford che all´epoca era una major tra le più indebitate al mondo? Inoltre proprio in questi giorni si viene a sapere che ATM rimane tuttora scottata dal crack Finmek, fallimento piuttosto clamoroso in cui sono rimasti implicati altri 5mila risparmiatori. Ai vertici dell´Azienda comunale dei trasporti chiediamo dunque in questa sede un chiaro segnale di discontinuità con la passata gestione ed  il suo avventurismo finanziario. Ho portato questo esempio perché oggi occorre che l´attuale Giunta ed il Sindaco Letizia Moratti (che tra l´altro ha tenuto per sé la delega di Assessore al Bilancio) prenda formalmente in prima persona le distanze dalle scelte della giunta Albertini, in modo da sgombrare il campo da ogni ambiguità interpretativa. In altre parole: questa Giunta mantiene aperti i contratti? Se così fosse questo comportamento può apparire come una responsabilità politica condivisa. Ed in estrema sintesi questa Giunta ha verificato quali sono e quali saranno i possibili danni che il Comune di Milano potrebbe subire? Alla cittadinanza dobbiamo garantire trasparenza politica e correttezza formale ottenibili, a questo punto della vicenda, solo con una commissione d´inchiesta, senza perdere altro tempo prezioso, che mai come in questo caso significa non perdere altro denaro. Appare pertanto indispensabile avviare un´indagine che chiarisca i fatti di questa vicenda, al fine di stabilire eventuali responsabilità sotto il profilo amministrativo, contabile e penale. Formalizzerò questa richiesta quanto prima per offrire alla cittadinanza una opportunità di approfondimento e di riparazione che la città di Milano ha diritto. Oltre a ciò prendo atto della volontà costruttiva palesata in queste ore da una parte della maggioranza che intravede altri strumenti di confronto interno all´Amministrazione stessa. Italia dei Valori, ancora una volta, si schiera dalla parte dei cittadini che hanno il diritto di conoscere se i comportamenti tenuti dagli attori in causa rispondono effettivamente a principi di rigore morale, di visibilità e correttezza amministrativa.